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L'EX CONSIGLIERE NONCHE’ EX ASSESSORE REGIONALE NON RIELETTO CARLO MASCI HA PERSO UNA ULTERIORE E BUONA OCCASIONE PER FARE IN SILENZIO LE PROPRIE RIFLESSIONI

         All’indomani della riunione fra Amministrazione e Associazioni di Categoria per la discussione sul bilancio, dalla quale è scaturita una vera e propria stangata che si abbatterà a breve su cittadini e imprese, con gli ennesimi sacrifici richiesti solo alla collettività ma che sembra al momento non interessare anche la classe politica, continuiamo a leggere di alcune più che discutibili esternazioni dell’ex consigliere nonché ex assessore regionale NON RIELETTO Carlo Masci il quale, non pago delle infelici e criticatissime scelte compiute direttamente o indirettamente dalla precedente amministrazione comunale pescarese, continua a perdere l’occasione per riflettere in silenzio.

         Evidentemente, le circostanze che non hanno portato alla sua rielezione alla regione, e che hanno condotto alla perdita verticale di preferenze a Pescara (diminuite del 300% rispetto alle precedenti comunali), oltre le continue e perduranti critiche da parte di cittadini e visitatori sulle scellerate scelte in tema di viabilità e opere pubbliche (una per tutte l’obbrobrio di Via del Concilio, con le corsie di marcia invertite in barba alle più elementari norme del codice della strada), non hanno ancora convinto il sig. Masci dell’opportunità di riflettere in silenzio, ripensando al passato per meglio proporsi per il futuro.

         Per quanto tempo cittadini e imprese saranno costretti a pagare anni di scelte e decisioni palesemente invise alla stragrande maggioranza dei pescaresi, fatta eccezione per quella sparuta minoranza (se non ricordiamo male poco più di 500) di persone che le hanno approvate, a lui legate e che lo hanno rivotato?

         Una pausa di riflessione, a nostro avviso opportuna e doverosa, durante la quale, più che paventare dispendiosi ricorsi alla Corte dei Conti, possa compiere opera di pentimento e ammettere una volta tanto i propri errori, concentrandosi sulle reali necessità del territorio, spesso trascurate nei cinque anni in cui la maggioranza ha preferito investire su opere e interventi di cui sinceramente nessuno sentiva e sente a tutt’oggi il bisogno.

         Non sarebbe ad esempio forse opportuno un suo ripensamento sulla rotatoria di Piazza Unione con relativo abbattimento delle preziose palme, sullo sconvolgimento di Corso Vittorio, sullo scempio del verde pubblico, sulla decimazione dei posti auto, sul fantascientifico progetto della famigerata “duna” di Pescara sud, fortunatamente bloccata in tempo utile per evitare altre figuracce ?

Figuracce, tuttavia, non evitate con una viabilità del centro cittadino semplicemente cervellotica, di cui paghiamo ancora lo scotto e divenuta sistematico oggetto di riso e addirittura di scherno da parte di persone provenienti da altre città italiane, che incappate nel dedalo di sensi e controsensi “unici”, ma veramente unici al mondo, hanno assegnato a Pescara il primato di “città dell’assurdo”.

         Non sappiamo se la Corte dei Conti addebiterà a Pescara - cosa che ovviamente non ci auguriamo - eventuali oneri per il blocco dei lavori della duna, ma certo è che tanti, anzi davvero tantissimi pescaresi, hanno già addebitato a Masci e alla giunta Mascia i numerosi errori commessi, per cui – ripetiamo - un loro momento di riflessione e di ripensamento interiore si rende a nostro avviso opportuno e necessario.

 

 

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