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AREA DI RISULTA A 1,00 EURO E NUOVO PONTE LIBERATOSCIOLI: ANCORA E SOLO SPOT ELETTORALI DELL’ATTUALE AMMINISTRAZIONE

 

Abbiamo appreso dagli organi di informazione delle nuove iniziative che la presente Amministrazione - stranamente nell’avvicinarsi della scadenza del proprio mandato - ha promosso per la città.

   

         Ci riferiamo in particolare alla tariffa a 1,00 euro nell’area di risulta e alla posa della “prima pietra” del nuovo ponte all’altezza di Via Gran Sasso/Lungofiume, da tutti universalmente conosciuto come Ponte Liberatoscioli.

   

         E’ veramente singolare la concomitanza fra gli interventi del Comune e le prossime elezioni, per cui non possiamo che considerarli per quello che sono: nient’altro che spot elettorali, per acquisire fiducia e consensi che in cinque anni di mandato la presente amministrazione non ha mai ottenuto né meritato.

   

         Ci chiediamo come mai solo ora la Giunta Mascia si sia decisa a dare seguito a richieste che abbiamo più volte avanzato nel corso di questi anni, e per le quali ci siamo battuti con forza fin dal suo insediamento, riguardanti da un lato la rimodulazione delle tariffe sull’area di risulta, e dall’altro la necessità di nuovi interventi sulla viabilità.

   

         Come mai solo oggi l’Amministrazione si è resa conto che le politiche attuate hanno letteralmente massacrato il commercio pescarese, e che era fuori da ogni logica costringere la clientela a pagare una tariffa insostenibile quando nell’area di risulta la stragrande maggioranza degli utenti necessita di sostare solo pochi minuti?

   

         Era proprio necessario arrivare a ridosso delle prossime elezioni per attuare una scelta dettata dalla logica più elementare, basata sulla ovvia considerazione che attraverso il turnover dei parcheggi si sarebbero garantiti addirittura gettiti più alti per le casse comunali, grazie al frequente ricambio delle vetture in sosta?

   

         Con l’attuale tariffazione, l’area di risulta, vale a dire quello che dovrebbe essere il parcheggio a servizio del “centro commerciale naturale”, di cui la Confcommercio sostiene anzi la totale gratuità in tutti i sabati e nelle giornate festive, diviene solo un garage all’aperto, che premia paradossalmente chi lascia la propria vettura per tutta la giornata piuttosto che chi - come è logico che sia - lascia l’auto in centro solo per il tempo necessario a compiere gli acquisti o a svolgere eventuali pratiche presso banche o uffici.

   

         Quanto ci è voluto per comprendere che è necessario rimodulare il costo del parcheggio, facendolo diventare “a tempo” e non “a giornata”, e che solo attuando politiche incentivanti è possibile riportare la clientela nella nostra città, che anche per i problemi dei parcheggi continua a preferire i più comodi centri commerciali?

   

         E ancora, per quale motivo non è stata adottata la stessa e intelligente logica a tutti i parcheggi della città, escludendo a titolo di esempio l’area ex Fea?

   

         Del resto, la diminuzione del costo dei parcheggi, ma anche la creazione del nuovo Ponte collegato all’Asse Attrezzato attraverso uno svincolo per un collegamento diretto con l’Area di Risulta - proposta fra l’altro già recepita dalla precedente Giunta D’Alfonso - sono battaglie che la Confcommercio ha più volte affrontate con l’attuale Amministrazione, che si è però sempre e sistematicamente mostrata sorda alle nostre istanze.

   

         Parliamo di azioni in grado di risolvere realmente i problemi del traffico cittadino, e non di crearne di nuovi e infiniti come quelli causati dai cervellotici sensi unici adottati in numerose zone della città, aggravati oggi in pieno centro dall’ultima chicca dell’inutile cantiere in Corso Vittorio Emanuele.

   

         E quindi, a maggior ragione, ci domandiamo se bisognava attendere proprio la prossima tornata elettorale per decidersi ad attivare finalmente soluzioni in favore di una viabilità più fluida, che oggi - complici anche i micidiali lavori per la presunta riqualificazione di Corso Vittorio Emanuele - subisce ingorghi, intoppi, rallentamenti e crea imbuti senz’uscita, grazie anche a una gestione dei sensi unici che definire folle è solo un eufemismo?

   

         I cittadini e gli operatori sono stanchi di dover subire scelte calate dall’alto senza un minimo di verifica dell’impatto sulla vivibilità delle imprese e dell’utenza, di cui possiamo confermare il profondo malcontento ricevendo ogni giorni decine di telefonate di protesta e di rabbia.

   

         Sarà anche la politica dei fatti, ma dei fatti…. male! Anzi… molto male!

 

 

 

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